tratto da "I 4000 delle Alpi" di Richard Goedeke (Guide Iter)
Situato nelle Alpi Pennine occidentali, lontano dagli altri 4000 delle Alpi Pennine, il Grand Combin è uno splendido massiccio isolato che si alza appena a nord della cresta di confine e che forma anche un collegamento tra i massicci più elevati delle Pennine e il gruppo del Monte Bianco.
Il Grand Combin è una montagna alpina nel senso più completo e più bello del termine.
Gli avvicinamenti ai rifugi sono
lunghi e si svolgono attraverso vallate solitarie e splendide, e dai rifugi alla
vetta la distanza è ancora molto lunga.
Anche le vie di salita più facili propongono dei problemi all'alpinista, a
cominciare da quella scelta per la prima salita nel 1857.
La via di questa ascensione, attraverso il Corridor del versante nord, è tecnicamente facile, ma è minacciata da un muro di seracchi che scaricano senza preavviso delle valanghe di ghiaccio. Salire per qusta via è un pò come giocare alla roulette russa. Per questo si consigliano altri itinerari, che sebbene più difficili tecnicamente, presentano meno pericoli oggettivi.
Difficolta: tra le due vie dall'Italia che iniziano dal rifugio Amianthe, quella per la cresta Sud Est è AD-, cone le difficoltà su roccia e ghiaccio (passi di III, un pendio a 50°) concentrate nell'ultimo aereo tratto di cresta. Il percorso per la Spalla Isler e il Versante Sud è PD (neve fino a 45° e passaggi di II) sia che lo si affronti dal rif, Amianthe che si parta dalla Cabanne di Valsorey (in questo caso la discesa dalla spalla è esposta alla caduta di sassi dalle ore calde). La cresta Ovest è un pò più difficile (PD+/AD-) con passaggi di II e III, terreno misto e roccia marcia.
Impegno: la
salita da Glacier al Rif. Amianthe comporta 1430 metri di dislivello, quella da
Bourg-St.Pierre alla Cabanne di Valsorey è di 1400 m. la salita dal Rif.
Amianthe alla vetta per la Cresta Sud Est (1500 metri di dislivello) richiede
6/7 ore, quello dallo stesso rifugio per la Spalla Isler e il Combin de Valsorey
6/7 ore.
Se si inizia dalla Cabanne de Valsorey dislivello e tempi sono un pò minori
(1300 metri 5/6 ore. Per la Cresta Ovest occorrono 6-7 ore.

fai click sull'immagine per aprire una mappa con maggiori
dettagli e i percorsi (1=cresta SO ; 2=spalla isler ; 3=cresta O)
Pericoli: Il Glacier de Mont Durand può essere molto crepacciato, l'itinerario della Cresta Sud Est è esposto nel tratto centrale alla caduta di sassi e ghiaccio. Il percorso per la Spalla Isler è soggetto alla cadute di sassi su entrambi i versanti (quello di Valsorey è il peggiore) e può essere valangoso con molta neve nel pendio che precede il Combin de Valsorey . Qualche sasso può anche cadere nella salita la Col du Meitin. La cresta sommitale ha di solito delle gigantesche cornici sul versante meridionale. In tutte le vie ci sono lunghi tratti su terreno ripido da superare sia in salita che in discesa e questo rende indispensabili resistenza e sicurezza di piede.
Carte: le migliori sono le CNS 1:25.000 n. 1346 Chanrion e n. 1366 M.Velan. In alternativa si può utilizzare la ICG 1:30.000 Valpelline Escursioni, in vendita solo nella zona.
Via di Accesso: da Aosta per la statale del Gran San Bernardo, poi (per il rif. Amianthe) a destra fino a Valpelline, poi in direzione di Ollomont e Glacier (1549) dove la strada finisce; invece, per la Cabanne de Valsorey, occorre invece superare il tunnel e scendere sul versante svizzero. Il sentiero inizia dall'alpeggio di Cordona (1842 m).
Salita al Rif. Amianthe: da Glacier si segue la mulattiera che supera il torrente, si alza con percorso assolato e prosegue con una lunga serie di svolte fino alla Conca di By (2009) e agli omonimi alpeggi, raggiunti sa una strada sterrata. Quindi il sentiero prosegue per valloncelli e pendii morenici. Un ultimo tratto di roccette (superabili per un camino o per le placche a sinistra) porta al rifugio Amianthe (2979 CAI CHIAVARI 42 posti, gestito da luglio a metà settembre, tel. 0165 521020)
Salita alla Cabanne de Valsorey: dal posteggio tra i pascoli di Cordona si segue il sentiero che risale il vallone e lascia a destra ad un ponte il tracciato per la Cabanne du Velan e sale allo Chalet d'Amont (2198). Si sale ancora fino alle rocce del Six Rouge (corde fisse), si traversa per il suggestivo pianoro di Grand Plan (2550) e si prosegue con percorso monotono e faticoso fino alla Cabanne de Valsorey (3030 m) CAS La-Chaux-de-Fonds, 60 posti da aprile a settembre (a giugno solo nei fine settimana, tel. 0041/26/871122
1. Salita alla vetta per
la Cresta Sud est: dal rifugio Amianthe
si sale per tracce di sentiero e nevai al Col d'Amianthe (3308 m) e si prosegue
attraverso il Glacier du Mont Durand, lasciando a sinistra le tracce per il Col
du Sonadon, fino ai piedi (3650 m) della grande rampa detritica e nevosa che
porta alla Cresta Sud Est. Si sale la rampa (nevai, tracce di sentiero),
la si lascia per seguire lo sperone roccioso alla sua destra, e poi si obliqua a
destra su rocce rossastre fino a raggiungere la cresta (4000 m circa).
Si continua sull'elegante cresta di neve fino ai piedi (4200 mt) di un salto
roccioso alto 40 m. Lo si supera a sinistra per un ampio camino (II e III-,
spesso con vetrato).
Dal terrazzo all'uscita del camino si continua per la cresta (prima di roccia
poi su neve) fino alla base del muro di neve della vetta. Lo si supera
sinistra (40 m 50° e anche più) e si esce in vetta al Combin de Grafeneire
(4319 m).
2. Salita alla vetta per la Spalla Isler: dal rifugio Amianthe si raggiunge (vedi sopra) il Glacier du Mont Durand, si sale al Col du Sonadon (3540 m) e si prosegue per un ripiano del ghiacciaio fino alla crepaccia terminale (spesso ampia) e poi per un ripido pendio fino alla Spalla Isler (3650 m) dove sorge il Bivacco Musso. Dalla cabanne di Valsorey si raggiunge lo stesso punto salendo per tracce e nevai fino al Col du Meitin, e deviando poi a destra (3300 m circa) su facile terreno misto (attenzione: caduta di sassi nelle ore più calde) fino al ripiano della Spalla. Da qui si risale un primo monotono pendio di neve o sfasciumi, si passa a destra di un canalino inciso fra due torrioni e si continua su terreno via via più ripido fino a poca distanza dell'ultima sella nevosa (4095 m) della Cresta Ovest. Aggirati a destra dei salti si sbuca in vetta al Combin de Valsorey(4184 m). verso destra lungo l'ampia e facile cresta nevosa, si scende alla sella (4132 m) e si risale al Combin de Grafeneire (4314 m)
3. Salita alla vetta per
la Cresta Ovest: dalla Cabanne de Valsorey si
sale per un sentiero sulle morene al piccolo Glacier du Meitin e si proseguo per
un ripido ma facile canale di neve (o per le rocce ai suoi lati) fino al Col du
Meitin (3622 m). Si attacca la cresta per rocce facili che portano alla base del
primo di tre grandi salti di roccia, che si superano molto vicino al filo,
evitando sulla destra (vari itinerari possibili) i tratti più difficili.
Lo strapiombo alla fine del primo salto si aggira sulla destra, per poi tornare
sul filo di cresta per un diedro. Sul secondo salto le difficoltà possono
essere evitate passando a destra, per un canale di roccia biancastra. Il
terzo salto si supera direttamente oppure si supera a destra. Alla fine, la
cresta di rocce rotte porta la Combin de Valsorey, da cui si prosegue fino al
Combin de Grafeneire.
Panorama: il Grand Combin domina tutte le vette dei dintorni. Lontano, ad ovest, appare il massiccio del Monte Bianco, verso est spiccano i 4000 di Zermatt. Le più interessanti vie vicino sono il Mont Velan a sud ovest e il Mont Blanc de Cheilon ad est.
Discesa: la più semplice e sbrigativa è di solito quella per il Combin de Valsorey e la Spalla Isler.
Vette vicine: il Combin de Valsorey (4184 m) si traversa salendo per la cresta Ovest o dalla Spalla Isler. Sulla Cresta Nord è la meno importante Aiguille de Croissant (4250 m). Un pò ad est è il Combin de Tsessette (4141 m).
Altre vie interessanti: la
via Normale per il Corridor, tecnicamente facile (PD) ma solo per chi ama
la vita pericolosa. 1650 metri di dislivello e 6-8 ore dalla Cabane de
Panossiere, con almeno un ora esposta alla caduta di seracchi.
La Parete Nord-Ovest (AD+) neve e ghiaccio fino a 50° con passaggi
più ripidi fra i seracchi. 600 metri di dislivello dall'attacco che si
raggiunge dalla Cabanne di Valsorey o da quella di Panossiere.
GALLERIA FOTOGRAFICA.
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Vista da Ovest Sud Ovest - A sinistra la cima del Combin, a destra il M. Velan (3734 m) (da http://www.summitpost.com) |
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Vista Nord-Nord Est (da http://www.summitpost.com) |
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Vista da Nord Nord Est con il Glacier de Corbassiere davanti. Il puntino sulla morena è la Cabanne Panossiere. (da http://www.summitpost.com) |
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La cresta fra il Combin de Valsorey e il Combin de Grafeneire (da http://www.bielefeldt.de/gdcombin.htm) |
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Il M. Velan e il Col du Meitin con la Cabanne de Valsorey (cerchio) (da http://www.bielefeldt.de/gdcombin.htm) |
| RELAZIONI DI SALITA: | |
| da http://rebecchi.home.cern.ch/rebecchi/fun/4000_16.html
Grand Combin (4314) (con Werner, Alex) |
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| http://www.geocities.com/Augusta/7603/Combin/GranCombin.htm
scialpinistica 1° tappa: - Fionnay - Cab. Pannosière |
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| da http://www.rccr.cremona.it/cai/rododendro/combin2001.htm
10-12 agosto 2001 Non tardiamo molto a tornare sui nostri passi e la sera del venerdì successivo ci ritroviamo al campeggio "campo base" dell’accogliente paese di Valpelline situato nell’omoni-ma valle che rappresenta l’uni-ca via di accesso al Grand Combin dal versante italiano. Siamo testardi come dei muli, ma la nostra cocciutaggine sarà ripagata da due splendide giornate limpide e soleggiate tipiche delle belle giornate estive di alta pressione. Trovare il posto in rifugio non è un problema e questo ci rende l’attesa della salita più piacevole: siamo infatti degli amanti delle montagne solitarie e non ci piacciono proprio i rifugi troppo affollati che finora siamo riusciti ad evitare. Abbiamo deciso di visitare questa zona non solo perché offre la salita ad uno dei 4000 più selvaggi delle Alpi, ma anche perché le guide annunciano valloni molto solitari, selvaggi e ambienti quasi himalayani dove trascorrere intere giornate incontrando pochissimi escursionisti e moltissimi animali, cosa a noi molto gradita. Iniziamo la salita verso il Rif. Amianthe il sabato mattina di buon ora per evitare le ore più calde della giornata e goderci l’avvicinamento in tutta tranquillità cercando di risparmiare più energie possibili in previsione della salita dell’indomani. L’itinerario inizia in località Glassier a circa 1500 m di quota dove non esistono altro che un campeggio di proprietà del CAI Verona e un ampio parcheggio che, per sottolineare la bassa frequentazione del luogo, non vedremo sovraffollato nemmeno la domenica pomeriggio; il tutto è immerso nel più tipico dei paesaggi alpini con prati, boschi di conifere e un magnifico torrente che interrompe il silenzio della montagna. Il sentiero inizia subito ripido e in breve porta nella Conca di By, un ampio vallone in cui il contrasto dei mille colori dei fiori con il cielo azzurro terso e il colore scuro delle pietraie ci accompagnerà fino al rifugio che si lascia individuare dal basso solo per la presenza dell’asta molto lunga che sorregge la bandiera dell’Italia. Particolare importante è che la nostra cima ci è ancora invisibile e non riusciamo a individuarla se non da pochi punti del sentiero. Cominciamo a capire perché il Combin viene considerata una montagna himalayana. Le distanze dal fondovalle sono notevoli e la marcia di avvicinamento sembra un vero e proprio pellegrinaggio verso un campo base che raggiungiamo sotto il peso degli zaini stracolmi non solo di attrezzatura, ma anche di cibarie… Dopo l’esperienza svizzera abbiamo deciso di essere sempre autosufficienti… Il Rif. Amianthe ci piace subito: è una piccola costruzione ricavata dal vecchio bivacco ampliato e adibito a rifugio gestito, non ci sono molti escursionisti e l’atmo-sfera molto discreta permette un meritato riposo sul terrazzo inondato dal sole e rinfrescato da una brezza pungente. Il panorama non è eccezionale, ma verso sud svettano le cime del gruppo del Gran Paradiso e in particolare la punta aguzza e innevata della Grivola. Verso nord la vista sulla nostra meta è chiusa dalla costiera della Grande Tète de By, ma una breve escursione nel pomeriggio ci permette di ammirare in tutta la sua vastità il versante più himalayano di sua maestà Grand Combin. Vi confesso che all’inizio sono rimasto un po' impressionato nel vedere dove passava la via di salita scelta da noi... Consumata la cena ci avviamo verso la nostra stanza con ancora un interrogativo: quale via seguire il mattino successivo? La più estetica cresta SE o la più facile via della Spalla Isler? Siamo solo in 10 alpinisti in tutto il rifugio e tutti con lo stesso pensiero. Le poche ore di sonno scorrono tranquille fino alla sveglia che puntualmente ci viene data dal rifugista all’1 e 30. Una veloce colazione e partenza verso il Colle dell’Amianthe e il Glacier du M. Durand dove ci accoglie una piacevolissima sorpresa: la luce della luna quasi piena ci permette di avanzare senza le frontali in un ambiente quasi lunare in cui le nostre ombre si alternano alle ombre delle asperità del ghiacciaio e spesso ci fermiamo ad ammirare un cielo stellatissimo e ricco di stelle cadenti che lasciano scie lunghissime nel firmamento di un bellissimo week-end di S. Lorenzo. In questa atmosfera surreale ci godiamo un bellissimo avvicinamento alla parete e quando ci accorgiamo che la cresta non è percorribile per le ampie cornici che presenta al suo termine decidiamo di dirigerci con le altre cordate verso il Bivacco Musso da dove parte la Spalla Isler. In principio mi sembra una pessima idea, il pendio è molto ripido, le rocce sono molto marce e ricoperte di vetrato e le possibilità di assicurazione sono ridotte al minimo, si sale in un clima abbastanza teso in cui è facile intuire la concentrazione dei pochi alpinisti impegnati poco sopra di noi, stiamo molto attenti anche ad evitare pericolose scivolate durante la progressione in conserva e contemporaneamente cerchiamo di schivare i sassi delle cordate che ci precedono. Comunque tutto fila liscio e all’alba siamo in cima al Combin de Valsorey (4184 m), la prima meta della giornata e anche atteso posto di ristoro dopo la faticosa salita. Ma il richiamo della cima principale è forte e non ci concediamo più di qualche minuto di relax. Il vento freddo tipico dell’alta quota ci consiglia di proseguire senza indugi e attraverso una splendida cresta nevosa orlata di impressionanti cornici ci portiamo sul Combin de Grafeneire (4314 m), la cima più imponente del gruppo. Il panorama ci lascia senza parole, la giornata è splendida e lo sguardo spazia dalle Alpi centrali all’Oberland, al Vallese, al Rosa, al Bianco e verso sud fino al Gran Paradiso e al Monviso. Siamo esterrefatti da un simile spettacolo che nemmeno cime più blasonate ci avevano regalato. A malincuore lasciamo questa cima magnifica; per una buona parte della discesa rimaniamo silenziosi a pensare agli attimi di gioia e di commozione trascorsi ringraziando la natura che ci ha offerto uno scenario unico e irripetibile. Più volte durante la discesa voltiamo lo sguardo verso la nostra cima in segno di gratitudine e ammirazione e ci ripromettiamo che torneremo per accompagnare chi quest’anno è mancato per vari motivi. Il Combin ci ha proprio stregati! Provate ad andarci anche voi che amate ambienti solitari, selvaggi, lontani da funivie, strade asfaltate e rifugi affollati; in questa valle troverete una dimensione che ormai si è persa sulla maggior parte delle grandi ed affollate montagne di casa nostra. Buona gita a tutti! Filippo Ferrari |
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| link
http://web.tiscali.it/mondoby/Escursioni/Combin/Grand_combin.htm (in italiano, alcune foto e brevi relazioni) http://www.alpenverein-schleiden.de/chcombin.htm (in tedesco) http://www.inalto.com/escursioni/valledaosta/ollomont/rif_amianthe.shtml (sull'avvicinamento e la salita al rifugio Amianthe) http://www.radiovalledaosta.it/index.htm (molte info utili)
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